Addio, Karnaca - Saluto del musicista

Dishonored 2

12° giorno
Beh, si è trattato di pura fortuna, certo, ma sono riuscito a ottenere un passaggio per Morley a bordo di una nave decente. La Dreadful Wale. Che nome insolito. Non dovrebbe contenere un qualche riferimento alle balene? Comunque non ho voluto farlo notare al capitano della nave, una tale Foster. Sembrava quel tipo di persona che non avrebbe esitato a gettare fuori bordo un passeggero puntiglioso.

14° giorno
Addio, Karnaca. Non mi mancherai. Tempi duri, laggiù. Non so cos’è più insopportabile, se respirare polvere di miniera tutto il giorno o sentire gli incessanti vaneggiamenti del Duca Luca Abele dagli altoparlanti di strada. In tutte le locande in cui mi sono esibito, il solito ubriaco mi chiedeva di cantare le eroiche gesta del Duca o, al contrario, le sue malefatte. Mi sono stancato quasi subito.
Ci vorrà qualche settimana per arrivare a Morley, giorno più, giorno meno, a seconda di venti e correnti. La compagnia del Capitano Foster è apprezzabile, così come quella dell’altro passeggero, uno studioso tyviano credo. A bordo cerco di rendermi utile. Cucino, pulisco e riparo cose. Suono per loro, la sera. Spero che non mi diano agli squali quando scopriranno che non ho un soldo per pagare la tratta.

19° giorno
Il Capitano Foster sembra gradire la cucina di Morley. Le piace l’uso generoso dello zucchero e del whiskey nelle mie ricette, anche se alla fine della settimana si è lamentata del consumo eccessivo delle scorte.

24° giorno
Ho trascorso la notte sul ponte in compagnia di Meagan e Anton, anche se lui dormiva su una sedia lì vicino, riscaldato da una coperta in lana di capra che forse non è mai stata lavata da quando è stata strappata dall’animale. Ho suonato un po’, bevendo rum e whiskey con Meagan, intonando vecchie ballate serkoniane e dando stupidi nomi alle stelle. Alticcia al punto giusto, ha persino cantato insieme a me, ma preferiva di gran lunga ascoltare. Ha detto che ho la voce di un suo vecchio conoscente. Di tanto in tanto, la sento ascoltare sempre lo stesso audiografo nella sua cabina. Forse è della persona di cui mi ha parlato? Provo un pizzico di gelosia.

28° giorno
Provare a baciare Meagan nella sala macchine è stata una mossa stupida. Non ha gridato, ma ha sorriso in maniera triste, come a un bambino che crede ancora all’uomo nero.
Domani arriveremo a Morley e io scomparirò senza far rumore. Ho deciso di lasciarle la mia chitarra serkoniana, come dono e unico pagamento che posso permettermi. Spero che mi perdoni. E che trovi chiunque stia cercando.

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