Ti vedo una volta alla settimana, dalla mia finestra. Il tuo corpo appoggiato alla parete azzurra mentre sfogli un libro. Ho notato che hai due cappelli. Uno di paglia e l’altro di tessuto. Dai colori tenui. Eviti il sole per proteggere la tua pelle candida. Non hai mai arrotolato i pantaloni oltre le caviglie. Modestia, forse?
Vorrei uscire.
All’alba, in fondo alle miniere d’argento, raramente vedevo la luce del giorno. L’incidente è avvenuto ormai cinque anni fa. L’esplosione ha provocato un crollo che travolse parecchi colleghi e le mie gambe. Una valanga di terra e roccia nera. I loro gemiti agonizzanti li sento ancora oggi.
Non posso più andare in miniera, né fare altri tipi di lavori. Le giornate mi scorrono davanti, seduto su questa sedia, mentre guardo fuori dalla mia finestra. I raggi del sole mitigano il dolore alle gambe per un paio d’ore al giorno. Il mio cuore ha voglia di rivederti, mentre riposi nell’ombra di quella parete azzurra.