Diario di Mindy Blanchard - Appunti sui marchi magici

Dishonored 2

4° giorno, Mese dei Clan
Adesso c’è del pus e il guaritore dice che devo applicare la pomata ancora per un giorno. Voleva intervenire chirurgicamente, ma ho estratto il coltello e gli ho fatto cambiare idea. Niente di male. Se non altro ho capito che non serve incidere così in profondità per i tatuaggi. Profondità significa maggiore probabilità di infezione. E in questo non c’è niente di magico.

12° giorno, Mese dei Canti
Ho capito che il tatuaggio non basta. Il tatuaggio non è altro che un disegno sulla pelle. Nient’altro.

Così ho cominciato a studiare i marchi sul talismano di Paolo. Non so dove abbia recuperato quella mano rinsecchita, non me lo ha mai voluto dire. Ma c’è sicuramente qualcosa sotto. Si becca un proiettile in testa o una lama nella pancia e lo rivedo lì, nella sua stanza segreta accanto allo studio, come se niente fosse successo. Forse un giorno mi farò un paio di bicchieri in più e glielo chiederò senza peli sulla lingua.

E comunque è una cosa che non appartiene a questo mondo. Si capisce anche solo guardando. Vorrei, per l’appunto, osservare quei marchi più da vicino. Scommetto che nell’inchiostro c’erano delle erbe speciali o, forse, qualcosa di più. Che so... cervello di balena o ali di mosca del sangue triturate. O magari qualcosa preso nelle miniere e poi ridotto in polvere.

25° giorno, Mese dei Canti
Il sangue di balena nell’inchiostro è stato un errore. Mi sento poco bene. La testa pulsa più di quando, in gioventù, quell’altro bambino mi aveva centrato con un mattone in mezzo agli occhi, prima che lo scaraventassi giù dalla torre serbatoio. E il tatuaggio non sembra consolidarsi.

Missioni