[Tratto da un’opera teatrale bandita dall’Abbazia perché ritenuta eretica.]
LO STRANIERO (sorrisetto perverso)
Mio caro Corvid. Ti ho osservato a lungo. Quando combattevo, quando dormivi. Quando... facevi il bagno. E ora hai perso tutto.
CORVID (scioccato e confuso)
Chi sei? Cos’è questo posto freddo e oscuro? Sono entrato nell’Oblio dello Straniero?
LO STRANIERO (con un gesto plateale)
Ci sono forze a questo mondo, forze che alcuni chiamano magia. Ora puoi piegarle alla tua volontà. Io sono lo Straniero, e questo è il mio simbolo.
CORVID (studiandosi il dorso della mano)
Ah! Brucia! Cos’è questo dono soprannaturale?
LO STRANIERO (avvicinandosi)
Oh, ma ho molti altri doni da dare. Mi chiedo cosa ne farai...
CORVID (ammirando il giovane)
Oh! Com’è pallida la sua pelle, che sguardo penetrate! Sembri più giovane di quanto dice la leggenda.
LO STRANIERO (accarezzandogli la guancia)
Lascia che ti mostri quali leggende sono vere.