[Tratto da una monografia di incontri con l’Esterno]
Le interazioni dialogali più comuni registrate con l’Esterno sono le evocazioni che avvengono nei tanti altari eretti in suo onore in tutte le isole. Sono considerati eretici dall’Abbazia, così come tutti gli oggetti interessanti, e quindi interdetti al pubblico. Questi semplici altari, spesso fatti di legno, fili e altro materiale a portata di mano, sono adornati con candele, erbe essiccate, monete e pezzi di osso di balena intagliati, notoriamente influenzati dall’Oblio. Non è dato di sapere se altri oggetti oltre quest’ultimo apportino tangibili differenze al potere dell’altare. Ciò non di meno, è attraverso questi siti rituali che si ritiene possa avvenire un contatto con l’Esterno.
Molti di questi tentativi però falliscono. Ci sono lunghi elenchi di incantesimi potenziali, animali sacrificali e fluidi corporei che si dice costringano l’Esterno ad apparire, ma nessuno funziona. Restano però i resoconti sparsi di persone che portano sulla carne ciò che viene definito il Simbolo dell’Esterno, lo stesso inciso sulle rune d’osso di balena, che apparentemente entrano in comunicazione con questi altari e, quando si svegliano, sono in grado di raccontare dettagli sulla voce e sull’aspetto dell’Esterno che sostanzialmente non cambiano da un racconto all’altro.