[Estratto da un libro sugli intellettuali di spicco]
Le sale dell'Accademia di Filosofia Naturale dovrebbero essere luoghi in cui si dibatte e si apprende grazie ad attente discussioni e un'illuminata tolleranza. Si ritiene che la ragione sovrasti ogni cosa e che le passioni delle menti più brillanti dell'Impero siano mitigate dall'educazione e dalla saggezza. Questa è l'opinione comune su quel luogo ed è quasi sempre accurata. Quasi.
A volte, un dibattito prolungato o un disaccordo possono esplodere in un litigio. Molto raramente, addirittura nella violenza.
Un episodio del genere si verificò diversi anni or sono, nel Mese dei Venti. Piero Joplin, un giovane apprendista, si avventurò in strane, nuove direzioni, con l'intenzione di preservare i tessuti in cancrena. Ciò lo portò a scontrarsi frequentemente con uno studente di nome Trimble. Joplin e Trimble discutevano a lungo e animatamente di notte e il contenuto di questi alterchi era ben oltre la capacità di comprensione della maggior parte degli abitanti dell'Impero... incluso colui che vi scrive.
La rivalità fra i due filosofi naturali divampò per mesi, ma fu l'apice di quegli eventi che mi ha spinto a scrivere questo paragrafo. I due avevano litigato fino a tarda notte, scivolando in pesanti attacchi personali. Alla fine, giunsero a un orribile accordo: avrebbero posto fine al loro odio reciproco con un duello all'ultimo sangue con le pistole.
Sotto il cielo grigio dell'alba, le menti migliori dell'Impero Insulare si riunirono in cortile come gli scolari si raggruppano per veder combattere due bulli. Nel silenzio generale, Joplin e Trimble impugnarono le pistole cerimoniali, contarono i passi, si voltarono e spararono.
Entrambi continuarono a esplodere colpi, distruggendo finestre, scalfendo muri e spaccando intonaci. Il colpo che si avvicinò di più al bersaglio fu sparato da Joplin, che riuscì a bucare l'orlo del cappotto di Trimble. Era chiaro che i due eruditi si erano dedicati ai loro studi a scapito della mira. Quando ebbero esaurito tutte le munizioni, rimasero a fissarsi pieni d'odio e timore, ma illesi. A quel punto, decisero che l'esito del duello sarebbe stato deciso dal lancio di una moneta. Ne venne portata una nuova di zecca, raffigurante il volto dell'Imperatrice Jessamine Kaldwin. Mentre roteava in aria, Trimble scelse testa. La moneta atterrò con la croce rivolta verso l'alto.
Joplin venne dichiarato vincitore e la faida tra i due ebbe fine. Secondo gli accordi della disputa, Trimble fu costretto ad abbandonare l'Accademia senza completare i propri studi. Un silenzio dignitoso riprese possesso delle sale dell'Accademia di Filosofia Naturale.