[Estratto da un’opera più lunga, tradotta dal serkoniano antico da Anisa Mateo di Serkonos]
Era timida nel Mese dei Focolari
Nascondendosi dalle mie lettere profumate
Una cura abbronzata per la mia solitudine
Era sorridente nel Mese delle Piogge
Mangiando i fichi direttamente dall’albero
Col sogno di viaggiare per le isole
Era sposata nel Mese dei Clan
Con il cugino marinaio di Cullero
Mentre un uccellino stridulo mi picchiettava il petto
Moriva nel Mese dei Canti
Colpita da una malattia dell’est
Un terribile bacio sulle sue labbra distanti