Mio caro Anton,
spero che il rumore del meccanosoldato all’esterno della tua cella non disturbi il tuo sonno. Trovo che i suoi passi e quell’armonioso ronzio elettrico siano gradevoli, ma forse non per te. Soprattutto data la tua condizione, per cui la piastra a pressione che apre la cella è posta a una distanza incredibilmente allettante.
Prova soltanto a uscire dalla camera di valutazione, come un vecchio ratto grigio che brancola in un labirinto attirato dal formaggio, e il tuo stoico guardiano ti schiaccerà. Sei un uomo intelligente. Sono certo di non doverti descrivere gli effetti di quelle punte affilate sul tuo corpo malconcio.
- Kirin Jindosh