Riflessioni sul mio viaggio nel continente di Pandyssia [2]

Dishonored 2

Di Anton Sokolov
Capitolo 14

Eravamo a poche miglia dalla costa, ma il nostro avvicinamento fu ostacolato da scogli e coralli nascosti, pericolosi per lo scafo. Insidiosi, sotto la superficie dell’acqua, avevano affondato un paio di imbarcazioni qualche tempo fa. L’equipaggio rimasto era stranamente silenzioso mentre ci dirigevamo verso i relitti.

Il primo ufficiale stabilì l’impraticabilità di una via di passaggio particolarmente stretta, ma il capitano mandò dieci marinai a distruggere i coralli sommersi a martellate. Poco dopo, con l’acqua che gli arrivava al collo, trainarono l’Antonia Aquillo per lo stretto canale usando delle cime. Un’ottima soluzione!

Purtroppo, mentre stavamo calando le scale di corda per scendere, accadde la tragedia. Gli uomini furono aggrediti da un banco di anguille. A quanto pare, i loro morsi tossici erano molto dolorosi. Dal ponte, potevamo vederle mentre assediavano i marinai, che imploravano il nostro aiuto prima di soccombere alla paralisi indotta dalla letale tossina. Dopo qualche minuto, erano tutti immobili in acqua.

Procedemmo in silenzio e, verso l’ora del tramonto, gettammo l’ancora in una baia con una spiaggia di sabbia rossa e vegetazione rigogliosa.

Confesso che l’idea di rimettere piede sulla terraferma mi dava le vertigini! Il profumo dei frutti esotici e del suolo caldo mi davano piacere come un buon liquore invecchiato. Raccogliemmo legna per il fuoco e cenammo con carne in scatola e limoni dalla nostra stiva. Com’era bello riposare sulla spiaggia con il suono dei tizzoni che scoppiettavano, finalmente lontani dagli angusti spazi umidi della nave! Stabilimmo i turni di guardia e passammo una notte tranquilla. Eravamo a Pandyssia!

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