(Testo di una canzone in voga a Morley)
Sulla cima del faro
Col cappotto di lana
E la tua sciarpa al collo
Me ne sto di vedetta.
Guardo le baleniere
Rapito dalla tua voce
Le tue dolci parole.
Eremiti felici
Soli, io e te
La città e i suoi confini.
Al caldo al coperto
Da oblò rischiarati
Sospesi a mezz'aria.
E quanto tememmo
Il vento impetuoso
Che spense le luci.
Portò la bufera
Che volea annegare
Le ciurme sui ponti
In cerca di terra.
Tentammo di farle girare d'intorno.
Fin dentro al porto.
Da sotto, i gabbiani
Gridavan chiedendo
Di briciole e pane.
Di giorno si dormiva
Fino al suon della campana
Allora ci si alzava
Per accender gli stoppini.
Di risa e parole
Il cuor si beava
Salendo di corsa
Le scale a spirale.
Ti recavi a Wynnedown
E dal centro poi tornavi
Con ciò di cui noi
Si aveva bisogno.
E quanto tememmo
Il vento impetuoso
Che spense le luci.
Portò la bufera
Che volea annegare
Le ciurme sui ponti
In cerca di terra.
Tentammo di farle girare d'intorno.
Fin dentro al porto.
Nella nostra stanza in alto
Abbracciati restavamo
La tua sciarpa ora è lisa
Fatta tanti anni fa.
Non ti dimenticherò
Solo resto di vedetta
E ti penso a navigare
Col mio faro come guida
Per tornare qui da me.
E siamo ancora sul faro
In alto
Sul faro.
In alto
Sul faro.
Siamo in alto
Sul faro.